Claude Monet

Claude Monet nacque il 14 novembre 1840 a Parigi. La vocazione per l’arte si manifestò presto in lui e in giovinezza conobbe Boudin e Jongkind, paesaggisti; nel 1859 si iscrisse all’Académie Suisse di Parigi, frequentando assiduamente Pissarro. Dopo un impegno militare in Africa, rientrò a Parigi e conobbe Bazille che lo introdusse nell’ambiente artistico di Manet, il quale era considerato il precursore di una nuova corrente artistica contraria alla normalità con “La colazione sull’erba” del 1863 (Monet gli rese omaggio eseguendo una sua “Colazione sull’erba”, incompiuta). Monet sacrifica la precisione del disegno a favore dell’uso di colori intensi e colpi di luce che rendevano i suoi dipinti fuori da ogni regola. Fuori dalle regole è anche il matrimonio con Camille Doncieux nel 1870, mai accettato dal padre che quindi smise di finanziarlo; inoltre, a rendere difficile la sua vita contribuì la morte dell’amico Bazille. Nel 1872 in Normandia (più precisamente a Le Havre) studiò gli effetti della luce cangiante sulle diverse tonalità del cielo (e non solo), fu proprio in questo periodo che dipinse “Impression, soleil levant”, destinato a divenire il manifesto del nuovo movimento artistico chiamato appunto Impressionismo.

claude_monet_037
I papaveri

L’artista però non amava Parigi, amava dipingere all’aria aperta, ecco la scelta di trasferirsi a Giverny, nella sua futura casa-studio. Qui cambia radicalmente il suo modo di dipingere. Realizza infatti a Giverny le sue famosissime serie di dipinti (I Covoni, La Cattedrale di Rouen), dove raffigura lo stesso soggetto col mutare del tempo, delle stagioni, della luce e delle sue emozioni. Tra coloro che apprezzavano la sua pittura spiccava il nome di Georges Clemenceau, giornalista e politico che a proposito delle Cattedrali scrisse che sarebbero potute essere anche mille, tante quanto i minuti della sua vita (proprio a denotare il cambio di luce ed emozione in ogni dipinto). Raggiunta la sicurezza economica, Monet, poté finalmente trasformare il suo giardino in un giardino d’acque con tanto di ponticello e stagno per le ninfee. In quel periodo avviò la realizzazione della serie “Il ponte giapponese”. Le Ninfee divennero il soggetto principale delle sue ultime opere. Negli ultimi anni, egli sfalda completamente la presenza del disegno a favore del colore puro. Divenuto primo ministro, Clemenceau, convinse il maestro a far dono delle Ninfee, a cui stava lavorando, allo Stato francese; egli accettò ma morì pochi mesi prima della loro esposizione: il 6 dicembre 1926.

Il colore è la mia ossessione quotidiana, la mia gioia e il mio tormento.


Opere Principali

Impression, soleil levant, 1872claude_monet2c_impression2c_soleil_levant

Monet lo dipinge sconfessando i criteri convenzionali con i quali si dipingeva un paesaggio o una veduta. Invita l’osservatore ad osservare la natura attraverso le emozioni che suscitano le varie tonalità di colori nel dipinto. Inoltre, come detto in precedenza, è considerato il manifesto dell’Impressionismo. Musée Marmottan Monet, Parigi.

Il giardino degli Hoschedé a Montgeron, 1877il-giardino-degli-hoschede-a-montgeron-monet_risultato

Qui l’artista rinuncia alla prospettiva tipica paesaggistica; non rappresenta, infatti, la veduta dividendola in diversi piani di profondità ma con valori di superficie (dal basso verso l’alto). Utilizza colori brillanti con la prevalenza di pigmenti gialli, verdi e rossi. The State Ermitage Museum, San Pietroburgo.

La barca a Giverny (En norvégienne), 1887 ca.monet_-_in_der_barke

Il dipinto dà l’idea di un sogno. La sensazione del lento scivolare della barca sulle acque del fiume, ci accompagna. E’ stato sottolineato il tono romantico delle fanciulle sull’imbarcazione, intente alla pesca e a discutere. Il tono principale è il blu, intervallato da note rosa e azzurre presenti nelle signore e nell’imbarcazione e dalle note verdi della vegetazione. Le pennellate, che si potevano scorgere tranquillamente nei precedenti dipinti, qui sembrano avere un aspetto uniforme. Musée d’Orsay, Parigi.

La Cattedrale di Rouen. Il portale. Sole mattutino, 1893c2d9vmqucaaumqq

Questa è una delle ultime varianti della serie “La Cattedrale di Rouen”. I colori principali dell’opera sono le tonalità azzurre e gialle, intervallate dal chiarore della luce che aumenta. Il punto di vista dal basso conferisce monumentalità alla Cattedrale, le cui estremità superiori sembrano essere quasi inghiottite dal chiarore luminoso. Musée d’Orsay, Parigi.

Ramo della Senna presso Giverny, 189754626_1

Monet, in età avanzata, riprende il soggetto prediletto nella sua giovinezza: la Senna. Questo dipinto è pieno di luci che si riflettono nell’acqua. Ovviamente l’artista, riesce a cogliere il soggetto non solo tecnicamente (come in gioventù) ma anche emotivamente. Il risultato è straordinario. Musée d’Orsay, Parigi.

Lo stagno delle Ninfee, armonia verde, 1899stagno-delle-ninfee-armonia-verde-monet

Ricordiamo che il pittore fece costruire nel suo giardino un ponticello in stile orientale e un “laghetto” per le ninfee. Il dipinto, con le sue note verdi, raffigura proprio questo. E’ più che ovvia la sua ispirazione ai dipinti orientali (più precisamente giapponesi). Musée d’Orsay, Parigi.

 Lo stagno delle Ninfee, armonia rosa, 1900a6229a06e36a132fc71326ce270aca01

Ancora un’altra raffigurazione del ponte presente nel suo giardino. Questa volta prediligono le note rosse e gialle e la scelta di questi colori accesi rinvia innanzitutto a Renoir e anche all’amore di Monet nei confronti dei fiori scelti personalmente per decorare il suo “paradiso di vecchiaia”. Musée d’Orsay, Parigi.

Ninfee, 1914-1926

In vecchiaia, Monet, si dedica allo studio intimo della natura. In più egli odiava spiegare i suoi quadri, ognuno poteva vedervi ciò che voleva. Nel terminare un soggetto, il pittore non riusciva a staccarsene, portandolo con sé in studio e continuandolo a modificare nei giorni successivi; a proposito di questo, Flaminio Gualdoni afferma che: “Alla fine l’oggetto della ricerca non sta più nella natura, ma nella concretezza dell’arte”. I fiori acquatici presenti in questa maestosa opera, vengono dipinti a tutte le ore del giorno (mattino, notte, ecc.); il risultato dell’opera è un sogno in cui, dice Monet, ognuno può vedere quel che vuole. “Ninfee” è composto da 8 dipinti disposti a cerchio al Musée de l’Orangerie di Parigi: Mattino con salici, Riflessi di alberi, Le nuvole, Mattino chiaro con salici, Due salici, Tramonto, Riflessi verdi, Mattino.

3 Replies to “Claude Monet”

  1. L’ha ribloggato su Pittura1arte2disegno3e ha commentato:
    COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE “IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE Google+ Facebook INVITO A SEGUIRE Allegati : *I COLORI DI CLAUDE MONET,FONDATORE (e non solo) DELL’IMPRESSIONISMO IN FRANCIA* 14 NOVEMBRE 1840 PARIGI+15 DICEMBRE 1926 GIVERNY,FRANCIA GRAZIE E BUON PROSEGUIMENTO E NAVIGAZIONE pittrice artistica Susanna Galbarini in “PITTURARTISTICA” pagina presentazione aggiornata al Portale+Siti omonimi informativi con nuova connessione BlogRoll qui in WORDPRESS https://PITTURA1ARTE2DISEGNO3.WORDPRESS.COM

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...